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L'atto ufficiale di nascita del Gruppo Triestino Speleologi risale al
1946, ma gia' alla fine del '45 alcuni soci che formeranno poi il GTS
frequentano le grotte del Carso triestino. Agli inizi il GTS si fa conoscere grazie all'esplorazione completa dell'abisso Zulla (-234 m), il cui fondo viene raggiunto nel 1947. Il nome del Gruppo Triestino Speleologi e' legato dalla fine degli anni '40 ai primi anni '50 ad esplorazioni di impegnative cavita' sul territorio nazionale: Bus de la Lum, Abisso di Lamar, Grotta Guglielmo, ecc... In questi anni il gruppo si impegna in ricerche di meteorologia ipogea, campo nel quale praticamente nessun altro gruppo grotte si era mai addentrato. Nel 1954 collabora alla riuscita del IV Congresso Nazionale di Speleologia di Trieste. E' del 1955 - quando il GTS e' all'apice della sua attivita' - la spedizione al Gache' (Marguareis), durante la quale perisce tragicamente il giovane Lucio Mersi. Dopo questo duro colpo, l'attivita' ha una brusca caduta e per diversi anni stenta a decollare nuovamente. Poche sono le uscite negli anni seguenti, la maggior parte delle quali sul Carso triestino e in Friuli (per esempio: Viganti); ma non mancano anche alcune importanti spedizioni in Italia (Grava di Vesolo - Campania). Verso la fine degli anni '50 il GTS a' in prima fila per la costituzione di una Federazione Speleologica Triestina e le attivita' ad essa collegate (spedizione in Toscana e organizzazione del primo Congresso Speleologico Triestino). Negli anni seguenti c'e' ancora un momento di stallo, anche se la normale attivita' prosegue, seppur senza grosse novita'.
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Nel 1968 un importante passo e' l'acquisto della Grotta Germoni che viene
adattata a cavita' sperimentale e nella quale si iniziano dei lavori
di meteorologia ipogea ed altri tipi di studi e ricerche. Agli inizi degli anni '70, mentre ancora langue l'attivita' esplorativa vera e propria, si ha un incremento dell'editoria del GTS, con la pubblicazione del venticinquennale e del primo numero del Bollettino. A partire dal 1971, e per parecchi anni fino al 1979, il GTS opera anche in Sardegna, dove esplora e rileva - anche in collaborazione con gruppi locali - numerose cavita', specialmente nel Sulcis Iglesiente. In questo periodo si intensificano le attivita' sul Carso triestino, dove con lavori di scavo si rinvengono numerose nuove cavita': dalla fine degli anni '70 si lavora in modo sistematico in Friuli (Monte Canin, Alpi Carniche, ecc...) dove si hanno diverse grosse scoperte. Dal 1979 riprende ad uscire annualmente il Bollettino del GTS e, cosa molto importante, c'e' in questo periodo un rinnovamento all'interno del Gruppo, con l'entrata di nuove leve alle quali spetta, in pratica, il compito di portare avanti l'attivita'. In questi ultimi anni l'attivita' del GTS ha coperto quasi tutti i campi, con la partecipazione a Convegni e Congressi, l'organizzazione di Corsi di Speleologia, pubblicazione di lavori, spedizioni, collaborazione con altri gruppi, ricerche finalizzate, ecc.. Nel novembre 1996 il GTS ha festeggiato il 50 anno dalla sua fondazione, con la pubblicazione di un volume commemorativo. Il GTS e' tra i soci fondatori, nel 1997, della Federazione Speleologica Regionale del Friuli - Venezia Giulia |